PERCHE’ FACCIO IL CANTAUTORE?

 

L’anno scorso, Stefano Senardi, durante l’accademia di Area Sanremo, ci ha chiesto “Perché volete fare la musica?”.
Ci ho pensato molto seriamente ed ora lo so.
Voglio fare la fare la musica perché SONO un Cantautore.
Perché non l’ho mai scelto, perché le parole le ho sempre avute addosso.
Perché scrivere è un bisogno, imprescindibile e forte.
E’ come con la fame, che dopo un pò che non mangi è naturale ricominciare.

Ecco, la musica per me è questo:
Qualcosa di naturale, di inevitabile e di bello.
Qualcosa che pur non avendo scelto, ho deciso di coltivare con cura ed amore.

Perché  le parole sono importanti.
Oggi più che mai.
Perchè per portare un uomo, che prima di diventare uomo era un bambino, a farsi saltare in aria per uccidere con sé più persone possibili, giusto le parole puoi utilizzare.
La vita di una persona non la compri con i soldi o con le minacce, ma te la prendi con le parole.
Con le parole si può plagiare,
con le parole si può diseducare e disumanizzare.
Le parole sono armi, muovono e costruiscono le bombe.
Schiacciano e sporcano.
Con le parole si può fare il gioco del male  e si può pure morire.

Ma Noi TUTTI, siamo FORTUNATI.
Perché da piccoli, in un modo o nell’altro, abbiamo ricevuto parole buone.
Parole che non ci hanno fatto dimenticare come si ama.
Parole che per rendere fieri nostro padre, ci spingono a laurearci, a lavorare e a darci da fare.
Non ad ammazzare la gente ma ad essere felici e portare più gente possibile con noi.

Noi che sappiamo amare,
noi che sappiamo perdonare,
noi che sappiamo ridere,
noi che sappiamo seguire i nostri sogni
e siamo vestiti di tutto quello che ci è stato insegnato in questi anni,
non dobbiamo avere paura o essere arrabbiati.
Dobbiamo avere coraggio e parlare.
Abbiamo la responsabilità di parlare.
Per far ricordare a tutti chi erano da bambini
e cosa volevano fare.
Per arrivare al centro del cuore di chiunque,
perché quello ce l’hanno tutti.
Senza distinzioni.
Pure gli attentatori, sotto i giubbotti pieni d’esplosivo.

Perché in questo gioco brutto, noi siamo i buoni.
E per combattere chi arma il male,
dobbiamo utilizzare le loro stesse armi:
Le parole.

Per questo, da cantautore, oggi e per sempre
io continuerò a parlare e a cantare.